Curiosità
cambio a bacchetta

Il cambio a bacchetta è un cambio per biciclette in cui, tramite una o due leve, è possibile cambiare rapporto di trasmissione. 

Il tipo più celebre di cambio a bacchetta è stato il Cambio Corsa, introdotto nel 1946 e subito diffusosi a livello professionistico. Il Cambio Corsa era dotato di due leve (da cui appunto il nome di cambio a bacchetta), l'una collegata al mozzo e che fungeva da sgancio rapido, l'altra che comandava il posizionamento della catena sul pignone. In base alla lunghezza delle leve si distinguevano due tipologie di Cambio Corsa: il Corsa con leve più corte e lo Sport con leve più lunghe. 

Cambio corsa campagnolo

Nel 1949 fu introdotto un nuovo tipo di cambio a bacchetta, con una sola leva: venne ribattezzato Parigi-Roubaix dopo la vittoria di Fausto Coppi nell'omonima classica nell'aprile 1950. Tuttavia il Campionissimo si lamentò del funzionamento di tale cambio, ritenendolo impreciso e difficile da manovrare.

Entrambi i tipi di cambio a bacchetta richiedono dei particolari forcellini posteriori per l'innesto della ruota posteriore, particolarmente lunghi per poter sopportare la diversa dimensione dei pignoni con la stessa catena e dotati di una dentellatura in modo da tenere perfettamente allineato l'asse del mozzo nelle operazioni di cambio di rapporto.

cambio posteriore

Il deragliatore è un meccanismo che permette alle biciclette di usare diversi rapporti di trasmissione e facilitare la pedalata e quindi adattarla alle diverse situazioni del percorso.

Diversi sistemi a deragliatore furono costruiti sul finire del 1800, mentre lo scrittore e cicloturista Paul de Vivie inventò nel 1905 un deragliatore che usò in un viaggio sulle Alpi. Alcuni ne prevedevano l'inversione della ruota (cambio flip-flop), altri usavano aste per spostare la catena (cambio a bacchetta) e il deragliatore si diffuse a inizio degli anni ’30 con i fratelli Tommaso e Amedeo Nieddu che idearono il cambio "Vittoria Margherita", primo esempio di deragliatore e successivamente dal "Super Champion Gear" (o "Osgear") che ne migliora la funzionalità (non è più necessario contropedalare per cambiare), ma nel 1934 quando il francese Lucien Juy creò il Simplex si hanno i primo esempi di deragliatore moderno. Negli anni cinquanta fu introdotto da parte di Tullio Campagnolo il sistema attualmente in uso, che richiede un solo cavo d'azionamento. Per diversi decenni le migliori biciclette da corsa montavano deragliatori, ruote e catene prodotte dall'azienda di Campagnolo, mentre attualmente sono largamente diffusi anche i prodotti della ditta giapponese Shimano.

Il tubolare, comunemente chiamato palmer, è un tipo di pneumatico usato per le biciclette , in particolare quelle da corsa. La denominazione palmer deriva dall'inventore di questo tipo di pneumatico, lo statunitense John Palmer, che lo realizzò nel 1889, ottenendo il brevetto n.489.714, il 10 gennaio 1893. L'attività di Palmer, tuttavia, venne ostacolata da una causa giudiziaria promossa da un'azienda concorrente che aveva presentato il medesimo brevetto, poche settimane dopo. Fu il principale motivo per il quale John Palmer decise di trasferirsi a Londra, alla fine dello stesso anno, e dopo aver depositato il brevetto anche in Inghilterra, avviare un'impresa per la produzione dei suoi copertoni, denominata "London Palmer Tyre LdT.".  

Quando nacque il pneumatico, chi lo inventò e quando? Proviamo a ripercorrene la storia.

La prima camera d'aria fu ideata dallo scozzese Robert William Thompson nel 1845, ma non ebbe successo, mentre nel 1888 sempre uno scozzese, John Boyd Dunlop, riprese l'idea di Thompson e la sera del 28 febbraio applicò sul triciclo del figlio Johnny i primi pneumatici, su ruote da 36", dove la camera d'aria era costituita da un foglio di gomma, ricoperta da una fascia di tela che lo fissava al cerchione, mentre il rivestimento (copertone) era formato da altri fogli di gomma.
Nel 1887 il veterinario regala un triciclo al figlioletto Johnnie. Le vibrazioni, però, rendono il giocattolo poco godibile, così Johnnie lo lascia in un cantuccio. Dunlop, allora, ha un idea.